Autori/Odo Franceschi
Odo Franceschi
(Sesto Fiorentino - FI ,16 novembre 1879; Firenze, 3 giugno 1958) Allievo di Emilio Zocchi, Augusto Rivalta e Urbano Lucchesi, comincia gli studi alla Scuola Professionale d’Arte di Sesto Fiorentino, per proseguire la sua formazione all’Accademia di Belle Arti di Firenze (1895-1896) e alla Scuola Libera del Nudo (1910-1911).
Lavora come collaboratore nello studio artistico della manifattura Ginori e nel 1921 diviene socio proprietario, con Pilade Biondi e Fosco Bettini, della S.A.C. (Società Anonima Cooperativa), una delle numerose aziende artigianali operanti a Sesto Fiorentino fino alla Seconda Guerra Mondiale. Insegna alla Scuola d’Arte di Sesto Fiorentino e all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove viene nominato Accademico onorario nel 1914, Accademico Corrispondente nel 1930 e Accademico Scultore nel 1953.
Anche ceramista, è autore di ritratti, di opere di genere e di numerosi monumenti, inizia giovanissimo la sua carriera artistica realizzando a Castello (FI) il Monumento a «Umberto I». Successivamente esegue il «Busto di Vittorio Emanuele II» a Rignano sull’Arno (FI), vince il concorso e realizza Monumento a «Umberto I» per la città di Borgo San Lorenzo (FI) e al concorso per il Monumento al «Maggiore Valli» a Ponsacco (PI) vince il primo premio tra gli esclusi.
Negli anni Venti realizza monumenti ai Caduti in vari centri della Provincia di Firenze e di Prato: Mercatale Val di Pesa (distrutto), San Casciano Val di Pesa (1923, distrutto), Monteridolfi Val di Pesa, Montemurlo (1924), Barberino Val d’Elsa (1926), Cerbaia (1928, distrutto), Castello (1923) e Sesto Fiorentino (1925).
Per Sesto Fiorentino esegue anche il Monumento a «Carlo Ginori» (1930, distrutto) - fondatore dell’omonima manifattura -, di cui resta il busto, attualmente conservato nel Museo di Doccia (Sesto Fiorentino); per Barberino Val d’Elsa esegue il Monumento dedicato al poeta «Francesco da Barberino» (distrutto) e per San Casciano Val di Pesa la targa dedicata al Ministro Sidney Sonnino.
È autore di numerosi monumenti funerari ubicati nel cimitero di Tolentino (MC), San Casciano Val di Pesa, Sesto Fiorentino, Rifredi, Fiesole, Soffiano, Antella, Trespiano e San Miniato.
Presso il Passo del Giogo (Scarperia) realizza il Monumento al «Milite americano»: del mausoleo, in ricordo dei caduti sulla Linea Gotica durante la Seconda Guerra Mondiale, distrutto negli anni Settanta, rimane la struttura in travertino mentre una copia della statua, raffigurante un soldato in posizione di riposo, è ubicata presso il Cimitero americano dei Falciani, nei pressi di Firenze.
Sue opere si trovano, a Lahore, ora in Pakistan, dove esegue il Monumento a «Sewak – Ram» e in Canada per cui realizza una statua raffigurante «L’Addolorata».
Partecipa alla Promotrice di Belle Arti di Torino dal 1908 («Stanco»), espone a Firenze (1904, «Balilla»; 1905, «Il seminatore»; 1906; 1907, «Dal bosco» e «Stanco»; 1908, «In agguato» e «I pulcini»; 1909, «Vecchio col grano»; 1910; 1911, «Dai campi»; 1912, «Ebrezza»; 1927; 1930, «Caino» e «Saluto romano»; 1931, «Ritratto» e «Madonna»; 1936; 1938; 1939; 1941, «Testa di donna»; 1942 e 1945 «Beato Giovanni di Vespignano»), a Montecatini Terme (1911; 1930; 1931, «Sulla spiaggia», «Scugnizzo» e «Vecchio col grano»; 1932, «La madre», «Preghiera», «Angeli», «Venere al bagno»; 1934, «Bagnante», «Due angeli oranti», «Ritratto di signora», «Dai campi» e «Violenza»), a Bruxelles (1910), a Genova, a Milano, a Roma, a Parigi e a Santiago del Cile.
Nel 1909 vince il I Premio all’Esposizione Donatelliana di Livorno («Stanco») e il Diploma di Merito a Firenze, nel 1917 viene premiato all’Esposizione del Soldato di Firenze e nel 1931 all’Esposizione di Montecatini. Nel 1942 partecipa al Premio Donatello di Firenze con il bronzo «Il dolore».
Nella Pinacoteca di Ravenna è conservato il bronzo «Caino», mentre il «Busto di Padre Timoteo Bertelli» (1905-1906 circa) e il «Busto di Urbano Lucchesi» si trovano, presso la Pinacoteca di Lucca; sue opere sono state acquistate dal Re d’Italia (la versione in marmo di «Caino», «Dai campi») e dal Re del Siam («Vecchio col grano»).
Federica Tiripelli
 

*opere di Odo Franceschi
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